giovedì 21 giugno 2007

La Religione di Roma.


«Pagani sono tutti coloro che dicono sì alla vita, coloro per
i quali "Dio" è la parola per il
grande sì a tutte le cose»
Friedrich Nietzsche in "L'anticristo"


La Via romana agli Dei - chiamata anche Tradizione romana o romano-italica o italica-romana-italiana, o anche Politeismo romano - è la riproposizione moderna del culto agli Dèi dell'antico mondo romano. Oggi questo culto è praticato in Italia da alcune centinaia di persone riunite in una pluralità di associazioni, cui va aggiunto un numero imprecisato di liberi pagani, praticanti o meno, che non aderiscono a nessun gruppo o si pongono come semplici simpatizzanti di quelli esistenti. Piccoli gruppi esistono anche in altri paesi europei e una presenza più consistente si registra in Nord America.

Culto

La religiosità romana è di tipo politeista (ma alcuni gruppi pongono anche l'accento sull'unità di fondo del Divino, di cui la molteplicità sarebbe espressione) e coltivata esclusivamente in ambito privato (singolarmente, familiarmente e/o comunitariamente). Essendo l'antica religione di Roma una religione dello Stato, il culto pubblico in senso stretto appare al momento impraticabile, in quanto occorrerebbe restaurare la Respublica, ovvero lo Stato romano tradizionale. Il concetto fondante del culto pubblico è la Pax Deorum (hominumque), cioè il patto tra gli Dèi e la comunità umana giuridicamente stabilito. Il concetto, trasferito in ambito privato, designa il patto non scritto tra il/i praticante/i e le proprie Divinità, patto che viene stabilito e mantenuto attraverso il culto.
Il culto, seguendo l'antico calendario romano, ha un suo modello sacrale tradizionale prestabilito; la differenza più importante con la religione antica è che il sacrificio cruento non viene praticato e gli Dèi vengono onorati solo con offerte di profumi, vegetali, vino, vivande.
Ogni individuo adulto è sacerdote di sé stesso e venera anzitutto il proprio Genio (o la propria Iuno, nel caso delle donne), i Lari familiari e i Penati, le divinità che considera protettrici di sé o della propria famiglia e comunità; in secondo luogo le varie divinità alle quali sono consacrate le festività dell'anno calendariale.
Le occasioni rituali importanti, i momenti di passaggio della vita (nascita, pubertà, matrimonio, morte); le ordinarie le festività dell'anno e i tre cardini del mese (Calende, None, Idi); i solstizi sono per lo più celebrati comunitariamente.

Storia

All'interno dell'attuale ambiente pagano romano è presente l'idea che dopo l'interruzione della Pax Deorum, che si ebbe con l'abolizione del culto pubblico e con le leggi di Teodosio (fine del IV secolo) che proibivano anche il culto privato, la tradizione cultuale romana in realtà non sia mai venuta meno, ma si sia conservata all'interno di alcune importanti famiglie che la hanno segretamente tramandata fino ad oggi, costituendo così un centro sacrale occulto, che in certi periodi favorevoli della storia avrebbe avuto una maggiore trasparenza ed influenza nella realtà italiana, tanto che in alcuni ambienti si parla del mito delle tre R: Romanità, Rinascimento, Risorgimento.
La circostanza storicamente più esplicita e significativa, è quella che vede sorgere a Roma, intorno alla metà del Quattrocento, l'Accademia Romana di Pomponio Leto, di cui è nota la celebrazione rituale del 21 aprile (Natale di Roma) e, per l'evidenza archeologica di alcune iscrizioni scoperte nell'Ottocento, la restaurazione del pontificato massimo pagano, detenuto dal Leto stesso. Tale Accademia fu sciolta da papa Paolo II nel 1468 e i suoi membri incarcerati o perseguitati.
Tra Ottocento e Novecento il tentativo di proporre l'adozione di alcune forme rituali pagano-romane al nuovo Stato nazionale, libero dall'oppressione clericale, sarà tentato dall'archeologo Giacomo Boni (ara graminea sul Palatino, ludus Troiae ecc.) e da ambienti esoterici della Capitale, culminando nel 1923 nella consegna di un fascio rituale a Mussolini e nella sacra rappresentazione pubblica della tragedia "Rumon".

Epoca attuale

Il primo «manifesto» pagano, in senso romano-italico, dell'Italia contemporanea si può ritenere l'articolo "Imperialismo Pagano", pubblicato dall'esoterista Arturo Reghini sulla rivista La Salamandra nel 1914. Discepolo del maestro pitagorico Amedeo Armentano - esponente di una catena iniziatica pagana che si voleva giunta fino ai tempi moderni dall'antichità -, Reghini darà vita dopo la prima guerra mondiale alle riviste esoteriche Atanòr (1924) e Ignis (1925), nelle quali verrà riproposto al fascismo l'obiettivo di realizzare l'"imperialismo pagano" già in precedenza teorizzato.
Nel 1927 lo stesso Reghini, con il giovane filosofo ed esoterista Julius Evola, dà vita a Roma ad una catena magica, il «Gruppo di Ur», e alla corrispondente rivista Ur (1927-1928). Su Ur, nel 1928, sempre Reghini, con lo pseudonimo Pietro Negri, pubblica il saggio Della tradizione occidentale, che può essere considerato il manifesto novecentesco della spiritualità iniziatica romano-pagana, così come l'articolo Imperialismo Pagano dello stesso Reghini (riproposto su Atanòr nel 1924), insieme al più noto libro dallo stesso titolo pubblicato da Evola nel 1929 al fine di contrastare il Concordato mussoliniano tra Stato e Chiesa, vanno considerati i manifesti novecenteschi del paganesimo politico italiano.
Spezzatosi alla fine del 1928 il sodalizio Evola-Reghini, il primo continuerà nel 1929 la rivista Ur col nome Krur. Su Krur apparirà un misterioso documento, proveniente da ambienti ermetici di Roma e firmato con lo ieronimo Ekatlos (su chi si celasse dietro questa firma vi sono oggi ipotesi contrastanti), contenente l'esplicita affermazione che la vittoria italiana nella prima guerra mondiale e l'avvento successivo del fascismo sarebbero stati propiziati, se non determinati, da alcuni riti pagani etrusco-romani.
Il richiamo pubblico alla spiritualità precristiana di Roma, negli anni successivi, fino alla fine del fascismo, sarà opera pressoché unicamente di Julius Evola. E da ambienti giovanili ruotanti attorno al filosofo romano riemergerà, alle soglie degli anni settanta, un interesse "operativo" per la Romanità pagana e per la stessa esperienza del Gruppo di Ur. A Roma, Napoli e MessinaCampania. Il gruppo prima di far perdere le proprie tracce visibili pubblica una serie di quattro fascicoli dal titolo: "L'Impeto della vera cultura", "Le due Razze", "Phersu maschera del Nume" e "Rivoluzione Tradizionale e Sovversione". Un vivo interesse per la religione prisca di Roma emerge presto anche nella rivista evoliana Arthos (fondata a Genova nel 1972), diretta da Renato del Ponte, cui si devono libri autorevoli come Dei e miti italici (1985) e La religione dei Romani (1993), mentre l'eredità dei Dioscuri messinesi nel 1984 è in parte convogliata nel Gruppo Arx di Salvatore Ruta e nella pubblicazione del trimestrale La Cittadella. nasce e si sviluppa il "Gruppo dei Dioscuri", di cui si perdono presto le tracce visibili e del quale Evola stesso era a conoscenza, alcune indiscrezioni lo danno ancora oggi attivo.
Dal 1984 al 1986, tra Calabria e Sicilia, si rimanifesta anche l'Associazione Pitagorica - «lo stesso sodalizio fondato da Arturo Reghini nel dicembre del 1923» venne esplicitato dai suoi portavoce - che pubblica la rivista Yghìeia. L'Associazione cessa ufficialmente di esistere nel 1988 con la morte del suo presidente, Sebastiano Recupero. Uno dei membri, Roberto Sestito, darà poi vita ad autonome attività editoriali, dalla rivista Ignis (1990-1992) all'omonima casa editrice (nel 2000 uscì anche il bollettino Il flauto di Pan): il tema religioso e rituale pagano-romano però, malgrado certe dichiarazioni di principio, in tali attività è pressoché assente. Altri membri dell'Associazione Pitagorica, come Gennaro D'Uva, oggi invece scrivono su La Cittadella e la sostengono, pur non essendo parte del MTR.
Il tema della Tradizione Romana è stato presente anche nella rivista dell'Associazione "Senatus" di Piero Fenili e Marco Baistrocchi (quest'ultimo morto nel 1997): Politica Romana1994-2004). Pubblicazione di elevato livello culturale, è stata considerata da molti una rivista romano-pagana, pitagorica e "reghiniana".
La realtà più significativa, per lo meno in termini "pubblici", del paganesimo romano-italico resta quella del Movimento Tradizionale Romano (MTR). Concepita attorno alla rivista La Cittadella a metà degli anni ottanta da Salvatore Ruta (Arx di Messina), Renato del Ponte (rivista Arthos di Genova, poi Pontremoli) e Roberto Incardona (Centro Studi Tradizionali di Trabia, in provincia di Palermo, da cui proviene pure Daniele Liotta, oggi a capo del MTR di Roma) questa realtà ha un suo specifico profilo culturale e religioso. L'MTR si richiama ritualmente ai soli culti della Romanità, non senza un interesse metafisico verso il neoplatonismo. Organizzativamente è strutturato in gruppi (gentes) aventi a capo un pater che convergono in una Curia Romana Patrum, cui accedono, appunto, solo i patres delle gentes, i quali poi eleggono annualmente al loro interno un Magister (o Princeps) e un Promagister, guide spirituali dell'intero Movimento. Dal 2001 "La Cittadella", passata sotto la direzione di Sandro Consolato, è ufficialmente rivista del MTR, pur essendo aperta a contributi di varia provenienza: sia l'MTR che La Cittadella sono presenti anche in internet con un sito e un forum.
Altra realtà romano-pagana significativa dal punto di vista pubblico è l'Associazione Romània Quirites, guidata da Loris Viola e con sede a Forlì. Nata agli inizi degli anni novanta e partecipe della fondazione rituale del MTR nel 1992, si è resa autonoma dal 1998 per divergenze di carattere non tanto cultuale quanto ideologico-organizzativo.

Link correlati:


La Cittadella [Quaderni di studio del Movimento Tradizionale Romano]


Satvrnia Tellvs [Portale sulla Tradizione Romano-Italiaca]


La Cittadella: Vent'anni al servizio del "Mito" di Roma.

giovedì 12 aprile 2007

Nemmeno il pagano Virgilio vorrebbe le adozioni gay.

Fonte: "Il Giornale"

Nel grossolano brodo di coltura anticattolica che spumeggia non soltanto in certe frange del movimento gay ma anche in qualche elegante salotto della nostra laicissima sinistra radicale (e che all’occorrenza può anche produrre effetti allarmanti come le recenti minacce di morte a monsignor Bagnasco), fa parte, naturalmente, anche l’idea che la risoluta campagna della Chiesa contro l’equiparazione delle unioni fra persone dello stesso sesso al matrimonio tradizionale, e per ciò stesso contro le adozioni gay, sia espressione di un’antica, feroce omofobia, di stampo squisitamente cattolico. Eppure alcuni elementari rudimenti di cultura classica dovrebbero bastare a dimostrare che per contrastare il proposito di riconoscere alle coppie gay il diritto di adottare bambini, non è affatto necessario essere bravi e rigorosi cristiani: sarebbe sufficiente essere bravi e rigorosi pagani.
Per fare un solo esempio: persino al più grande cantore latino di amori omoerotici, naturalmente Virgilio, le adozioni gay sarebbero sembrate sconsigliabili. Lo provano gli ultimi quattro versi di una delle sue più belle elegie: la celebre quarta egloga (nella quale, essendo essa l’annuncio della venuta di un Salvatore, si volle vedere, com’è noto, una specie di profezia precristiana). Essi suonano così: «Incipe, parve puer, risu cognoscere matrem, | matri longa decem tulerunt fastidia menses. | Incipe, parve puer, cui non risere parentes, | nec deus hunc mensa, dea nec dignata cubili est» («Incomincia, piccolino, a riconoscere dal sorriso la mamma: | a lei nove mesi arrecarono lunghi travagli. | Incomincia, piccolino: a chi non sorrisero i genitori | non toccherà né la mensa di un dio né il letto di una dea»). Ebbene, non è forse evidente che da questi versi si deduce che Virgilio pensava che i bambini avessero bisogno, per essere felici, e per prepararsi a godere i piaceri della vita, non soltanto dello sguardo di un papà adeguatamente villoso ma anche e soprattutto del sorriso di una mamma senza baffi e senza barba?
Era dunque anche Virgilio, sotto sotto, un pochettino omofòbico? A rendere ridicolo questo sospetto non provvedono soltanto tanti suoi bellissimi versi di argomento omoerotico, ma ovviamente anche la nota circostanza che lui l’omoerotia non si limitò affatto a cantarla, ma la praticò serenamente sia coi tanti giovanetti che lo ammaliarono, sia con qualche maturo maestro di vita e di pensiero: vedi la sua speciale relazione col filosofo greco Sirone, che non fu soltanto il suo maestro in rebus philosophicis, giacché pare accertato che egli, in quel felicissimo periodo della sua vita che fu il suo soggiorno a Napoli, di quel saggio pensatore, che nella sua bella villetta lungo la via di Pozzuoli insegnava ai propri allievi la dottrina epicurea, fu insieme discepolo e amante.
Sembra insomma che per misconoscere l’importanza della figura materna nel processo di crescita di un bambino non occorra essere un gay di sinistra. Occorre essere un gay piuttosto sordo – proprio come tanti etero – alla poesia della vita.

giovedì 1 marzo 2007

Doveri reciproci....

mercoledì 28 febbraio 2007

Italiani brava gente..... pure troppo!

Fonte: Crime List

Sapete che gli immigrati presenti sul nostro territorio senza un regolare permesso di soggiorno, godono del diritto alla salute che prevede per loro una tessera sanitaria ad HOC e la possibilità di usufruire di numerose prestazioni mediche in forma assolutamente gratuita e soprattutto senza l'obbligo da parte del medico di segnalare la presenza dell'irregolare alla Questura?
Niente di questo viene invece garantito agli indigenti e ai senza tetto italiani che da qualche tempo a questa parte non hanno più, di fatto, diritto, ad alcun tipo di cura. Ma la cosa più sorprendente è questa, la Prima sezione penale della Corte di Cassazione ha bocciato il ricorso del Procuratore generale della Corte d'Assise di Milano oppostosi al riconoscimento delle attenuanti generiche ad un giovane di 20 anni clandestino condannato a 17 anni e 4 mesi per rapina ed omicidio.
Nel novembre del 2003 il giovane (reo confesso) legò e uccise brutalmente un ragazzo italiano rubandogli denaro e oggetti. Lo scorso anno la corte d'assise d'appello di Milano ha riconosciuto all'imputato le attenuanti generiche, nonostante l'efferatezza del crimine; il pg ricorse in cassazione contro sostenendo che «data l'indifferenza dell'omicida all'agonia della vittima» e la «brutalità dell'aggressione», non andava riconosciuta alcuna attenuante. Ricorso bocciato dalla Corte di Cassazione, la quale ha stabilito che in caso di delitti efferati compiuti da immigrati irregolari,ai fini del riconoscimento delle attenuanti generiche, è giusto tenere in considerazione la «giovane età dell'imputato, la sua arretratezza culturale e la sua situazione di emarginazione sociale conseguente allo stato di clandestino» quindi….welcome in Italy, il paese dove i clandestini hanno più diritti degli italiani..

Bernardo Ferro

lunedì 26 febbraio 2007

Il primo DICO del Governo

Europa Civiltà risponde al Consigliere Comunale Riccioni.

Ecco il testo integrale della nostra lettera mandata al giornale locale on-line Giornal.it:

Gentile Direttore,

Le scrivo dopo aver letto la lettera inviata al Suo Giornale dal Consigliere Comunale dei Democratici di Sinistra Cristiano Riccioni, lettera che mi ha lasciato tra l'allibito e lo sconcertato.
Credevo che, dopo gli incresciosi eventi del ponte Tiziano, fosse giunta l'ora da parte della Giunta e dei Consiglieri Comunali di maggioranza di una sana autocritica che, da quanto vedo, tarda ad arrivare. Non era stata forse l'Amministrazione Comunale a ribadire più volte che in Alessandria non esiste un problema sicurezza? Non era stata l'Amministrazione Comunale a vantarsi più volte delle sue politiche a sostegno delle persone più bisognose? Gli accadimenti del Ponte Tiziano smentiscono, nei fatti, le parole profuse dal Sindaco atte a mistificare la cruda e triste realtà che si è palesata in questi giorni. E' sotto gli occhi di tutti come sempre più ampie zone del territorio comunale siano abbandonate all'incuria e al degrado da questa Giunta (penso a Corso Virginia Marini, a Via Volturno, ai Giardini della Stazione, ai Giardini Galimberti, ecc.ecc.). Davvero non si capisce come il Consigliere Riccioni si stupisca della situazione di malcontento che si è venuta a creare! A leggere la sua lettera sembrerebbe che le colpe dell'incendio non siano da attribuire (oltre agli autori materiali) al Comune che non vigila a sufficienza i “punti sensibili” del territorio ma ai cittadini di Alessandria che dopo aver regolarmente pagato le tasse affinché fossero svolti controlli mai avvenuti si ritrovano ad aprire ulteriormente il portafoglio per pagare danni causati dalla negligenza di chi era predisposto al controllo e alla prevenzione.
A sentir le parole di Riccioni mi sembra di tornare indietro di un anno e mezzo quando, per i media nazionali ed internazionali, la colpa dei disordini scoppiati nelle banlieu parigine sembrava da attribuire non ai violenti ed incivili “recaille” ma piuttosto agli onesti cittadini francesi autoctoni rei di non aver abbandonato le loro “lussuose case” per far posto ai nuovi arrivati (http://www.feltrinelli.it/IntervistaInterna?id_int=1665 ).
Ma, tralasciando i parallelismi, credo che sia giunta l'ora per il Sindaco e la Giunta di prendersi le proprie responsabilità anche perché i disagi e i danni materiali causati dalla loro approssimazione (altro che “abbiamo fatto il nostro dovere”.....) non potranno certamente essere pagati a suon di buonismo politically correct tanto caro alla sinistra ma solamente con moneta sonante (nostra)!

Gianmario Pesare

Associazione Culturale "Europa Civiltà" aderente al network "Blocco Identitario".

giovedì 22 febbraio 2007

Supporta il Blocco Identitario!

Europa Civiltà sostiene ed aderisce con convinzione alla nuova iniziativa "ultrapolitica" che ha coinvolto oltre a noi diverse realtà territoriali sparse per l'Italia.
Il progetto è denominato "Blocco Identitario" e vuole essere onnicomprensivo tentando di sfruttare al meglio tutti i canali di comunicazione esistenti (vecchi e nuovi) per diffondere sempre più tra la gente quella weltanschaung propria di una Destra Tradizionale e con antiche radici ultimamente troppo spesso offuscata e confusa con la Destra economica mediaticamente prevalente.
Aderiamo con convinzione ed entusiasmo sperando che il progetto porti ai frutti sperati!

Supporta il Blocco!

Link correlati: